Luogo d'incontro per una comunità da costruire

Il programma, le motivazioni, la realizzazione e gli intenti della vita comunitaria. Condividiamo le nostre esperienze

venerdì 18 aprile 2014

Noemi, madre senza figli

http://vigilanzaprivatagpg.wordpress.com/

Incontro Noemi durante un'uscita notturna realizzata con la comunità la notte del giovedì santo.
È sdraiata su una panchina di cemento, ai piedi della collina del Bomfim, famoso punto turistico meta di pellegrinaggio per migliaia di persone ogni anno.
Non dorme. Veglia. Sola. L'unica donna sola che abbiamo incotrato. Le donne di solito non stanno mai da sole; sarebbero facile preda di chiunque volesse abusare di loro, nelle deserte strade notturne della metropoli tropicale.
Lei no. Dice che è fuori dai cattivi giri della droga, dell'alcool e della delinquenza, grazie a Dio. E se qualche malintenzionato si avvicinasse, si metterebbe a gridare. E poco più in là, nella stessa piazza, qualcuno c'è, mezzo nascosto sotto gli alberi e a ridosso del muro.
È magra, scura, ma con occhi molto vivi e non smorti o "ipnotizzati" come chi usa sostanze stupefacenti.
Ha lasciato la casa a 15; da allora ha svolto ogni tipo di lavoro, sempre senza garanzie.
Ha una certa cura negli abiti. Accanto a se un grande sacco, probabilmente con vestiti e due discrete borse da signora.
Avrà fra i 30 e 40 anni, difficile stabilirlo con precisione.
Come la maggior parte delle persone che incontriamo, anche lei si confida e si apre con noi, senza timore, offrendoci le sue pene e i suoi progetti con semplicità.
Ma c'è un fatto che mi colpisce tremendamente: alla domanda se abbia dei figli risponde: 
"Sono incinta". 
Io: "Del primo figlio?" "No, Ne ho avuti altri tre. Ma sono tutti morti. Tutti su strade sbagliate della droga e della violenza".
Una frase buttata lì con una leggerezza raccapricciante. Non riesco più a dire nulla. 
Quali sentimenti dietro ad un simile esprimersi? Rassegnazione, noncuranza per evitare di soffrire, senso di colpa più o meno superato relegando l'avvenimento al passato remoto, fede inattaccabile, superficialità, freddezza...
Non lo so. Forse è l'unico modo per sopravvivere a 3 perdite di una parte di sé. Certamente è una sconfitta per tutti noi, che certamente non abbiamo dato nulla affinché un'alternativa si offrisse concretamente a Noemi. O forse non ha saputo cogliere le possibilità offerte da qualcuno...
So solo che mi ricorda tanto la samaritana di cui narra il Vangelo di Giovanni (Gv 4, 5-42): abbandonata 5 volte da 5 uomini, costretta ad attingere acqua nello ore più calde della giornata per vergogna, ma in attesa del Messia.
Cosa offre Gesù a questa donna? Una nuova prospettiva di vita: non essere più sfruttata dagli uomini, non più schiava dei sensi (i 5 uomini possono rappresentare i 5 sensi), attingere dall'acqua viva che farà più tornare la sete (che è Gesù stesso) e diventare così donatrice di vita per gli altri (acqua che zampilla per la vita eterna).
Beh, qualcuno potrebbe darci di più?







giovedì 17 aprile 2014

Uomo, chi sei? Un consumatore...

Tu, da che parte decidi di stare?
Interessante video sulla sostenibilità della crescita secondo il modello economico attuale.

  • La terra ha risorse sufficienti per i bisogni di tutti, ma non per l 'avidità di tutti (Gandhi).
  • gli Usa, che hanno il 5% della popolazione mondiale, consumano il 30% delle risorse e producono il 30% dei rifiuti. Se tutti consumassero così, avremmo bisogno di 5 o 6 pianeti.
  • Il PIL non considera le risorse utilizzate, i rifiuti creati, l'impatto ambientale; l'erosione di un territorio con l'urbanizzazione è una ricchezza, perché ne aumenta il valore. 
  • La qualità della vita dell'individuo è legato al Pil del paese? O forse, arrivati ad un certo punto, bisogna regolare i consumi che sono ormai pienamente in grado di soddisfare le nostre esigenze fondamentali?
  • La nascita delle città di transizione, ovvero collaborazione fra vicini per condividere terra, lavorare insieme, scambiarsi prodotti
  • La permacoltura come una possibile risposta alla "crisi"
  • Monteveglio (Bologna) città di transizione

lunedì 14 aprile 2014

Da cosa fuggi, cosa cerchi, dove vai?






Lettura della parabola del “padre prodigo” (Lc 15, 11-32)
Caro figlio, capisco il tuo bisogno di partire.
fonte http://alessandrobaricco.wordpress.com/
Ma ci sono alcune cose che non vanno: ad esempio, tratti tuo padre come un oggetto, chiedendogli l'eredità quando è ancora in vita; questo significa augurargli la morte. Solo perché sei di famiglia buona ti puoi permettere di lasciare il lavoro e viaggiare. Ma per cosa?
Il richiamo del mondo... Lavorare nei campi non ti va più... troppo ripetitivo!
Ti senti solo? Trattato male? Vorresti di più?
Tuo papà è così comprensivo... Parti senza dover salutare nessuno, non vuoi portarti nulla, tranne i soldi. Partire, andare, indefinitamente... Affascinante prospettiva. Un giorno in una città, una notte con una, l'altra con un'altra in un'altra città. L'importante è non fermarsi, andare o.. scappare?
Da cosa fuggi? Perché io so che fuggi... Responsabilità? Dal vedere tuo padre ormai vecchio e non così vincente come lo vedevi un tempo? Da luoghi che ti ricordano chi non c'è più? Da un fratello “rompi”?
Ti capisco: vuoi vivere senza regole, né limiti, “in modo dissoluto”, dal punto di vista morale e materiale, senza testa e schiavo della carne. Hai lasciato un padrone e te ne sei creato altri. E pure costosi!
E ora? Pure la crisi! Ma forse è una crisi interiore tua, che non hai più punti di riferimento. I tuoi vizi ti hanno illuso. Pensavi che quelle donne ti sarebbero bastate per sempre. Invece no. CRISI.
Pascolare i porci. Un signorotto costretto ad un'attività “impura”, escluso dalla società, religione e ridotto alla fame.
“Ritornò in sé”: uomo, dove sei? Dove vai, da dove vieni e cosa porti con te? Dalla crisi trovi una possibilità. Non ti importa di doverti umiliare, ormai ci sei abituato. Ma ti basterà il pane? Prima avevi molto di più ed eri insoddisfatto! “Peccato verso il cielo”? Cioè? Non hai mai dato valore morale alle tue azioni! Ammetti di aver seguito cattive ispirazioni? Avresti voluto impiegare diversamente la tua parte?
Beh, del cielo e del padre te ne ricordi ora che ti fa comodo, eh?
Va' , non preoccuparti: tuo padre ti aspetta tutti i giorni. Si domanda dove ha sbagliato. Cosa ti mancava quando eri con lui. Ti aveva viziato, riempito di tutto. Ma, magari, non parlava con te, chiedendoti quali fossero i tuoi sogni. L'avrà capito?
Vestito, anello, sandali... uhm, cose materiali, ma adesso il vitello ti fa piacere. Ma anche festa! Non te l'aveva mai fatta una festa così!

Dalla morte alla vita. Da perso a ritrovato

Cosa farai ora? Resterai? Partirai di nuovo? Cosa è cambiato?
Hai sperperato, quindi sei più povero materialmente. Hai visto che al di fuori della tua casa non tutti sono “ben disposti” verso di te. Parla con tuo padre, fatti dare qualche responsabilità in più... magari viaggia pure, ma con più “testa”.
Non si tratta di dimostrare nulla a nessuno, ma di stare bene: sta' tranquillo, guarda cosa ti serve per vivere. Hai sempre grandi progetti in testa, lo so. Vivi più nel futuro che nel presente. Ma guardati bene dentro: cosa stai evitando? L'immagine di te riflessa in tuo padre? La paura di invecchiare? Avessi una bella donna, eh? Beh, perché no? Forse la tua maturità e tranquillità arriveranno solo con l'accettazione di certi limiti (morte, caducità del corpo, finitezza dei piaceri e delle giornate).
Tutto finisce, sì, anche questo giorno uguale agli altri nella tua valle. Ma non è che là fuori ci sia il paradiso terrestre: con il tempo anche là diverrebbe tutto ripetitivo. E per viaggiare continuamente non hai i soldi. Per lo meno qui non ti trattano come una bestia.
Non ti dico che la vita sia bella e tutta rose e fiori. C'è inquietudine nei nostri cuori. Contrasti tra desideri infiniti e scontro con la realtà, le persone, i nostri limiti e difetti, pigrizia, fatica.
Vuoi andare in città? Lavorare per un altro, lontano dalla natura? Tanti contatti umani, sì, ma fugaci, superficiali. Illusori.
Potevi comprarti il tuo di campo. Magari tuo padre separerebbe un pezzo di terra per te. Le albe e i tramonti allora continueranno; la luna arriverà sempre, perché il sole non ci accompagnerà continuamente. Ma la tua vita, le relazioni, la famiglia, sei tu che le costruisci ora, adesso.
fonte www.ilmondodipatty.it
Il campo, gli animali, le piante. Le feste, accogliere i mendicanti la domenica, andare al tempio, incontrare altri che cercano le tue stesse cose.
Chissà se ti sarà sufficiente.
“Fonte di acqua viva, anelo a Te!”

Ed io?

Cerca di sentirti amato nella natura, nelle cose e nelle persone, ovunque e comunque. E di far sì che pure gli altri si sentano amati per quello che sono.

mercoledì 9 aprile 2014

Voglio la vita, non la morte

E certe cose non le accetto.
E' l'eterno tentativo dell'uomo di controllare tutto, fino a voler costruire la torre di Babele per arrivare fino a Dio. Ma l'uomo non può aggiungere neanche un secondo alla propria vita. Questa stessa notte può venire la sua ora.

Fecondazione assistita, business da 21 miliardi di dollari. In 

Inghilterra distrutti tremila embrioni a settimana. 

«Agghiacciante»

Aprile 8, 2014 Leone Grotti


Dal 1991 sono stati buttati 1,8 milioni di embrioni solo nel Regno Unito. Lord Alton: «Essere creati solo per essere distrutti senza mai respirare l’aria è una terribile riduzione di quello che significa essere umani»

La fecondazione assistita è un business globale da 9,3 miliardi di dollari, che potrebbe raggiungere i 21,6 miliardi nel 2020. Lo afferma un nuovo studio sull’inseminazione artificiale pubblicato su “Research and Markets“, l’istituto leader a livello internazionale per quanto riguarda le ricerche di mercato e l’analisi dei dati di mercato.


RICCHISSIMO GIRO DI AFFARI. Secondo lo studio realizzato da Allied Analytics LLP, l’utilizzo della fecondazione continuerà ad aumentare in modo costante fino al 2020 per un giro di affari da 8 miliardi di dollari solo in Europa. Qui tra il 2013 e il 2020 la pratica sarà cresciuta del 10,2% e del 17,1% nell’area Asia-Pacifico.
Secondo lo studio, il profitto potrebbe essere ancora maggiore se la pratica venisse estesa ai paesi dell’Africa, magari favorendo «il turismo medico» e la «disponibilità di trattamenti a basso costo». Oggi, infatti, il costo medio della fecondazione si aggira tra i 10 mila e i 20 mila dollari.




QUASI DUE MILIONI DI EMBRIONI DISTRUTTI. Uno degli “effetti collaterali” dello sviluppo del business della fecondazione assistita è la distruzione di un numero sempre maggiore di embrioni. Secondo i dati appena rilasciati dal governo inglese sulla pratica, infatti, più di tremila embrioni vengono distrutti ogni settimana solo nel Regno Unito.
Dal 1991, cioè da quando il governo raccoglie dati specifici, sono stati buttati 1,8 milioni di embrioni. Su 3.680.460 embrioni creati dal 1991, solo 247.330 sono nati (6,72%).




FRIGORIFERI PIENI. Lord Alton ha reagito così a questi numeri: «È agghiacciante. Stalin una volta ha detto che una singola morte è una tragedia ma la morte di milioni di persone è solo una statistica. Essere creati solo per essere distrutti senza mai respirare l’aria è una terribile riduzione di quello che significa essere umani».
Secondo le statistiche ci sono 865,758 embrioni nei frigoriferi delle cliniche «stoccati per un possibile futuro utilizzo». Altri 6,145, invece, sono congelati per la ricerca scientifica. Associazioni cristiane hanno parlato di «incredibile spreco» di vite umane: «I bambini non nati vengono trattati come un prodotto a disposizione che può essere gettato via». Un prodotto «da gettare via» che genera un business da miliardi e miliardi di dollari.

fonte: www.tempi.it

giovedì 3 aprile 2014

I 5 pilastri della comunità

PREMESSA: una cosa è vivere insieme per lavorare insieme alla terra e praticare uno stile di vita salutare. La comunità Acqua Viva è qualcosa di più: è una comunità "intenzionale", ovvero i membri sono uniti non dalla necessità materiale, ma dal sentirsi fratelli e quindi il vivere insieme diventa un mezzo, non un fine per esprimere l'Amore. Per questo, la comunità non vuole essere un'isola felice in cui rifugiarsi dal maremoto del mondo "cattivo", ma un porto aperto a chiunque desideri condividerne i valori (membri stabili) o voglia fare un po' di manutenzione alla propria imbarcazione prima di ripartire.

SPIRITUALITA': è alla base di tutto perché cerca una risposta alle domande esistenziali fondamentali dell'uomo. Ci possono essere vari modi di arrivare a questa dimensione: sperimentare delusioni per la vita "materiale", non trovare un senso per la propria vita, sentirsi come criceti in gabbia, costretti a lavorare e faticare per altri.
UMANITA': è la conseguenza della spiritualità cristiana, il cui Dio è creatore di vita, non distruttore.
RELAZIONE: essendo il Dio cristiano trinitario, non può prescindere dal dono di sé nell'Amore infinito che si incarna, non risolvendo il mistero del dolore, ma condividendolo.
NATURA: esercitare il dominio sulla natura non significa sfruttarla, ma prendersene cura affinché dia il meglio di sé.
LAVORO: è la naturale necessità dell'uomo per sopravvivere. Tuttavia deve rimanere sempre un mezzo, non un fine. Quindi, anche il tempo ad esso dedicato dovrà lasciare spazio sufficiente a coltivare tutte le altre dimensioni della persona. Inoltre, in nessun caso il lavoro manuale dovrà essere considerato meno degno o inferiore rispetto a quello intellettuale .

Riprendiamoci la terra!

Esistono diversi movimenti e personalità nel mondo che da anni sostengono come la monocoltura (ovvero la coltivazione di una sola specie in grandi appezzamenti di terreno), l'agricoltura moderna, le sementi OGM al posto di quelle tradizionali stiano impoverendo sempre più il terreno, che, se non fosse per l'uso della chimica, sarebbe totalmente improduttivo. Oltre a costringere i piccoli agricoltori ad indebitarsi per comprare le sementi ibride, spacciate come più produttive, ma spesso non adatte a certi territori come lo erano le specie autoctone. 
Emblematico il caso del riso in India: da migliaia di specie alle 5 attuali.
E' l'industria chimica (leggi "multinazionali") che determina le specie da coltivare, senza pensare minimamente alla preservazione delle specie vegetali e ai batteri che naturalmente arricchiscono il terreno, ma vengono uccisi dalla chimica.
Ma senza la chimica sarebbe possibile ottenere i rendimenti attuali?
Il dibattito è aperto e difficilmente risolvibile, visti gli enormi interessi in gioco.
Vorrei qui stimolare alla riflessione attraverso la visione di questi 2 film-documentari illuminanti. Dopo la visione ditemi se non vi è venuta voglia di coltivare?!

Soluzioni locali per un disordine globale è della francese Coline Serreau, che intervista personalità come Vandana Shiva, Pierre Rabhi, Lydia e Claude Bourguignon, il Movimento Lavoratori Senza terra, Kokopelli, M. Antoniets, Ana Pradeshi, Philippe Desbrosses, Joao Pedro Stedile, Serge Latouche, Devinder Sharma, Laurent Marbot, ecc. “Con questo film, mostro che ci sono in tutto il mondo, persone che, senza saperlo, fanno la stessa cosa, che hanno la stessa filosofia di vita e le usano le stesse pratiche con la Madre Terra".

Terra madre è invece una produzione italiana diretta da Ermanno Olmi, nell'ambito della seconda edizione di Terra Madre, un progetto concepito da Slow Food (movimento fondato nel 1986 da Carlo Petrini), per dare voce e visibilità a contadini, allevatori e pescatori di tutto il mondo che vogliono rivendicare il diritto a una produttività sostenibile in difesa delle identità e dei prodotti locali.

mercoledì 2 aprile 2014

Nella mia vita voglio:

AMARE, OVVERO

  • Proclamare la bellezza e il valore immenso della vita
  • Donarmi agli altri gratuitamente
  • Mettere le mie qualità a disposizione della collettività, senza aver paura di riconoscere le mie debolezze
  • Vivere ogni giorno come se fosse l'ultimo per intensità e valore
  • Rispettare ogni uomo e riconoscerlo come essere unico al mondo e per questo indispensabile
  • Vivere in armonia con mondo vegetale ed animale (uomo giardiniere del mondo)
  • Vivere il più sobriamente possibile, rinunciando a tutto ciò che non sia indispensabile alla mia realizzazione, ricordandomi sempre che oggi nel mondo tanti fanno la fame e fino a qualche decennio fa certe abitudini/cianfrusaglie di oggi erano impensabili
  • Lavorare dignitosamente in maniera egualitaria rispetto agli altri della mia comunità ed avendo come fine non il guadagno, ma l'amore in ogni attività; dignità del lavoro manuale (Sir 38,34 “Il mestiere che fanno è la loro preghiera”)
  • Rispettare il mio corpo con comportamenti, abitudini e stile di vita adeguati
  • Mantenere sempre l'anima e la mente in atteggiamento di attesa e ricerca, consapevole che la vita su questa terra è provvisoria, attraverso studio, preghiera e meditazione
  • Fare il possibile affinché ogni uomo, sentendosi amato (dagli altri e da Dio) sia felice e naturalmente portato ad amare gli altri
  • Accettare di poter cadere (e che possa succedere anche agli altri)
  • Vivere in stretta comunione con gli altri, condividendo la vita di tutti i giorno con chi vorrà servire Dio nella forma qui esposta, perché Dio è trino. La finalità della qui esposta comunità non sarà mai quella di formare un elite o un'isola, ma di aiutarsi ad amare gli uomini, costituendo una fonte di acqua viva per tutti coloro che hanno sete di infinito.